La pochette verde di Napolitano
In un intervento dedicato alle ragioni profonde dell’unità nazionale, Giorgio Napolitano ha affermato che “nella Costituzione l’identità storica e culturale della nazione convive con il riconoscimento e lo sviluppo in senso federalistico delle autonomie che la fanno più ricca e più viva, riaffermando l’Unità e indivisibilità della Repubblica”.
7 AGO 20

In un intervento dedicato alle ragioni profonde dell’unità nazionale, Giorgio Napolitano ha affermato che “nella Costituzione l’identità storica e culturale della nazione convive con il riconoscimento e lo sviluppo in senso federalistico delle autonomie che la fanno più ricca e più viva, riaffermando l’Unità e indivisibilità della Repubblica”. Il federalismo viene considerato un fattore vivificante dell’unità nazionale, non un pericolo di disgregazione, il che “benedice” l’operazione di integrazione delle spinte secessionistiche nello stato condotta con successo da Silvio Berlusconi.
Il discorso di Napolitano naturalmente non interviene direttamente nella dialettica politica in corso, ma è evidente che rappresenta un riferimento importante, almeno dal punto di vista dei principi generali, per quei settori del Partito democratico che non sono convinti che si possa continuare a opporsi al completamento del federalismo attraverso i decreti di attuazione solo per cercare, peraltro in modo inefficace, di creare difficoltà al governo e al premier. Se la celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità, tanto cara al Quirinale, si svolge attraverso contrasti e difficoltà, questo è dovuto anche all’atteggiamento ostruzionistico tenuto dalle opposizioni sui temi federalisti. Umberto Bossi avrebbe celebrato con soddisfazione l’Unità dell’Italia federale, che peraltro è stata da sempre un obiettivo dei settori democratici e di quelli più coerentemente liberali del Risorgimento.
Naturalmente, non sono più i tempi di Cattaneo, di Minghetti e di Cavour, ma l’esigenza di far esprimere in modo più autentico le ricchezze e le differenze dell’Italia delle cento città è ancora viva, mentre le ragioni essenzialmente burocratiche e militari che portarono al prevalere del centralismo hanno perso progressivamente di valore. Il federalismo completa l’Unità ed è il modo migliore per celebrarla ed è importante che ad affermarlo sia il capo dello stato.